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A Catania il Natale guarda alla Russia con Lo Schiaccianoci al Teatro Bellini

A Catania il Natale guarda alla Russia con Lo Schiaccianoci al Teatro Bellini

By dirollo

Mai come quest’anno, per un teatro, decidere di affidare l’attesa del 25 dicembre a un’opera natalizia proveniente dalla Russia è un gesto di libertà e di amore per l’arte, un atto profondamente politico proprio nella sua negazione della politica. Per questo, l’atmosfera che al Teatro Massimo Bellini ha accolto la prima de Lo Schiaccianoci è stata davvero speciale.

La produzione di questo spettacolo, in scena dal 17 al 22 dicembre (e già sold out da settimane), è affidata al prestigioso Balletto di Milano diretto da Carlo Pesta su coreografie di Federico Veratti. Le musiche sono eseguite dall’Orchestra del Teatro Massimo Bellini guidata da Gianmario Cavallaro, direttore musicale stabile del Balletto di Milano.

La storia, nota ai più, narra le avventure della piccola Clara che, giustappunto alla vigilia di Natale, riceve in dono un bizzarro schiaccianoci di legno con le fattezze di un soldatino e, una volta addormentatasi con il suo nuovo regalo tra le braccia, sognerà un mondo fantastico dove incontrerà tanti buffi personaggi (su tutti, la Fata Confetto).

Questa rappresentazione del più famoso e amato lavoro di Čajkovskj, curata dal Balletto di Milano, risulta nel complesso molto godibile e suggestiva. I costumi e le scenografie rievocano senz’altro la bellezza sfarzosa della nobiltà russa ottocentesca, senza rinunciare a dosati ammiccamenti alla contemporaneità, grazie soprattutto alla gestualità irresistibile del Drosselmeyer di Alessandro Orlando.

La prima parte, forse anche volutamente, risulta una punta confusionaria, quasi una “prova generale” di ciò che avverrà dopo, con una relativa difficoltà a seguire – con gli occhi e con il cuore, più che con le orecchie – l’introduzione e l’evoluzione di tutti gli invitati della festa. Da quando inizia il sogno, invece, complice anche la visionarietà legittimata dalla dimensione onirica, tutto sembra diventare più magico e fiabesco, inclusi i movimenti dei ballerini, sempre più fluidi e coordinati.

Un bellissimo inizio per una programmazione di grande pregio, che sembra quasi volerci ricordare quanto la cultura, così come il Natale, siano valori nei quali vale la pena credere perché in grado di superare e sconfiggere ogni tipo di odio: da quello finzionale e allegorico Re dei Topi a quello di altri sovrani ben più attuali e diretti.

Balletto di Milano

Diretto da Carlo Pesta
Ripresa da Agnese Omodei Salè, Alessandro Orlando

Scene: Marco Pesta
Costumi: Sartoria Teatrale Bianchi

Orchestra e Tecnici del Teatro Massimo Bellini

Direttore: Gianmario Cavallaro
Coreografie: Federico Veratti

Produzione: Balletto di Milano

 

Gianluca Grisolia

 

Credit Foto Facebook @BelliniTeatroMassimo

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